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miércoles, agosto 18

Muelles.




http://ca.wikipedia.org/wiki/Joan_Salvat-Papasseit
:
hijo de fogonero muerto en accidente laboral a bordo del Montevideo,
aprendiz de droguería,
aprendiz de obrero productor de imaginería catolica,

bibliotecari i secretari de l'Ateneu Enciclopèdic Popular

"...el 1911 els mateixos quatre amics van crear el Grup Antiflamenquista Pro-Cultura, associació informal que tenia com a objectiu la publicació de pamflets que enganxaven als carrers. Una tarda de diumenge van repartir fulls de mà en protesta de les curses de braus a la Plaça de les Arenes ...

... redacció de la revista llibertària Los Miserables, subtitolada Eco de los que sufren hambre y sed de justicia,

... El 1917 va començar a publicar el "fulla de subversió espiritual"

... una persona d'opinions polítiques i ideològiques marcades, tot i que canviants i fins i tot contradictòries.
... el seu tarannà individualista i el sistemàtic rebuig a programes polítics el va moure a posicions anarquistes. De tota manera Joan Salvat no va tenir ni va defensar mai una línia política unívoca, movent-se entre el cristianisme, el socialisme, l'anarquisme i el catalanisme separatista [7] durant diferents èpoques.

Un element ideològic comú al llarg de la seva vida va ser la defensa de l'educació i la cultura com a eines bàsiques de revolta i emancipació,
..."



Heus aquí: jo he guardat fusta al moll.
(Vosaltres no sabeu
què és
guardar fusta al moll:
però jo he vist la pluja
a barrals
sobre els bots,
i dessota els taulons arraulir-se el preu fet de l'angoixa;
sota els flandes
i els melis,
sota els cedres sagrats.

Quan els mossos d'esquadra espiaven la nit
i la volta del cel era una foradada
sense llums als vagons:
i he fet un foc d'estelles dins la gola del llop.

Vosaltres no sabeu
què és
guardar fusta al moll:
però totes les mans de tots els trinxeraires
com una farandola
feien un jurament al redós del meu foc
I era com un miracle
que estirava les mans que eren balbes.

I en la boira es perdia el trepig.

Vosaltres no sabeu
què és
guardar fustes al moll
Ni sabeu l'oració dels fanals dels vaixells
—que són de tants colors
com la mar sota el sol:
que no li calen veles.

viernes, enero 15

El interrogatorio de Sante Caserio martir, cantado como las anjelas negras.



Ah, era esta la versión.

V de vendetta y de Voz.

Lo que se puede hacer sin más instrumentos musicales que el propio cuerpo.


http://ita.anarchopedia.org/Sante_Caserio

L'interrogatorio

Brani estratti dal testo Per quel sogno di un mondo nuovo di Rino Gualtieri .


«Voi appartenete ad un'onesta famiglia. Vostra madre, giudicando dalle sue lettere, è una donna di sentimenti elevati. Frequentavate la scuola, ma spesso mancavate.».
Sante sorride: «Se avessi avuto maggiore istruzione sarebbe stato meglio.».
«A dieci anni eravate garzone di calzolaio, facevate da angelo nelle processioni.».
«I ragazzi non sanno quello che fanno.».

«Voi avete atteso il Presidente per assassinarlo?».
«Sissignore.».
«Vediamo come siete arrivato a questo punto.

Fu dopo il processo agli anarchici a Roma nel 1891 che siete diventato anarchico?»”.
«No.».

Pugnale utilizzato da Caserio per compiere la sua azione.
Foglio volante di un cantastorie che narra la storia di Sante Caserio (fine Ottocento).

«Avete frequentato le conferenze dell'avvocato Gori?».
«Quando Gori venne a Milano io ero già anarchico.».
«Ma le seguiste, le conferenze?».
«Ci andavano tutti ed andai anch'io.».

«La vostra famiglia fece il possibile per togliervi dall'anarchia?».
«Voglio bene alla mia famiglia ma non può sottomettermi al suo volere. La mia famiglia è l'umanità.».
«A Milano facevate parte del gruppo cui apparteneva Ambrogio Mammoli?».
«Anche se lo conoscessi non lo direi, non sono un agente di polizia.».


«Nel 1892 foste arrestato mentre facevate propaganda anarchica fra i soldati in un quartiere detto di Porta Vittoria?».
«Sissignore.».
«Nel 1893 foste disertore?».
«La mia patria è il mondo intero.».


«Voi sapevate che il giorno in cui avete ucciso il Presidente era l'anniversario della battaglia di Solferino, nella quale i francesi sparsero il loro sangue in aiuto degli italiani?».
«Il 24 giugno so che è la festa di S. Giovanni, patrono del mio paese.

E poi tutte le guerre sono guerre civili.».


«L'accusa sostiene che voi abbiate compiuto il delitto premeditatamente.».
«È vero.».
«Voi avete ucciso il Presidente perché siete anarchico?».
«Sì.».
«E come tale odiate tutti i capi di Stato?».
«Sì.».

«Una volta diceste pure che sareste andato in Italia ad uccidere il Re e il Papa.». Sante sorride: «Il Re e il Papa non si possono ammazzare insieme, perché non sono mai insieme.».


... pero certo che dopo il rifiuto della grazia a Vaillant, Carnot ricevette lettere di minaccia dagli anarchici; che ne dite? Voi dovete avere dei capi.».
«Nessuno mi comandò, eseguii tutto da me solo.».


«Con quale diritto avete ucciso il Presidente, il diritto naturale lo proibisce, questo lo sapete?».
«Ho ucciso quell'uomo perché era un simbolo, il responsabile di quanto era accaduto giusto l'anno prima, il 24 giugno 1893 ad Aigues Mortes alle saline vicino a Nimes.».
«E l'ha ritenuto responsabile anche di non aver concesso la grazia a Vaillant»?.
«Assolvere tutti senza nemmeno una condanna è stata un'infamia, è come se i miei connazionali fossero stati uccisi una seconda volta. Vaillant è un'altra questione.».


«Quando i capi di uno Stato condannano non è per capriccio ma vi fu prima un giudizio, voi invece vi siete fatto accusatore, giudice e carnefice nello stesso tempo.».
A questo punto Caserio stenta a capire e l'interprete gli fa capire ancora meno. Fra il pubblico si sente qualche moto d'ilarità.
Quando alla fine comprende: «Ora stiamo parlando del fatto e non voglio dire perché mi sono vendicato. E i governi che fanno uccidere milioni di individui?».


«Avete vent'anni, siete ben giovane per giudicare la società.».
«Se sono giovane per giudicare la società, lo sono anche i militari che vanno a farsi ammazzare. Sono dunque degli imbecilli?».
«Ma i militari difendono la loro patria.».
«Difendono invece gli interessi degli industriali e dei banchieri, quindi sono degli imbecilli.».




http://www.antiwarsongs.org/canzone.php?lang=it&id=6004


1. E alla mattina presto suonan le campane

Registrazione di Cesare Bermani, Milano 1964, da Paolo Castagnino detto "Saetta".

E alla mattina presto suonan le campane
ora è giunta l'ora dell'esecuzione
e tutte le vie sono parate in nero
la morte di Caserio sarà davvero.

E il presidente allor chiese a Caserio
Or dimmi se tu conosci i tuoi compagni
Sì, sì, ch'io li conosco ma non vi dirò chi sia
presidente faccio il fornaio e non la spia.

Il presidente allor chiese a Caserio
O dimmi se tu conosci questo pugnale
Sì, sì, ch'io lo conosco ha il manico dorato
nel cuore di Carnot è penetrato.

(inviata da Riccardo Venturi)